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World Hearing Day
2019-03-01

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Come funzionano le nostre orecchie e cosa succede in caso di problemi di udito

Molte persone con un normale udito non riflettono su cosa voglia dire essere in grado di ascoltare senza problemi e non saprebbero cosa fare in caso di problemi di udito. Quest'anno la Giornata Mondiale dell'Udito (domenica 3 marzo) ci invita a conoscere meglio le nostre orecchie, a prevenire danni all'udito e a riflettere sui problemi di udito.

Ogni giorno una persona con un normale udito sente milioni di suoni. Anche quelli che non registriamo vengono elaborati e filtrati dal nostro cervello come rumore di fondo. In questo modo siamo in grado di percepire suoni insoliti, parole e possibili pericoli. Tuttavia molte persone trascurano il proprio udito. In occasione della Giornata Mondiale dell’Udito, con questo post approfondiamo l’importanza delle nostre orecchie e come prendersi cura del proprio udito.

Com’è fatto l’orecchio

Molte persone pensano che l’orecchio sia composto solamente dalla parte visibile, ovvero dal padiglione e dal condotto uditivo. In realtà l’orecchio è composto da differenti parti che collaborano tra di loro per consentirci di sentire. Se una queste parti non funziona correttamente, potremmo manifestare dei problemi di udito.

L’orecchio esterno comprende il padiglione, ovvero la parte visibile, il condotto uditivo e il timpano. Oltre al timpano troviamo invece l’orecchio medio, che è composto da tre piccoli ossicini: martello, incudine, staffa. Anche le tube di Eustachio fanno parte dell’orecchio medio e aiutano a regolare la pressione. L’orecchio interno, che si trova nella parte più interna, comprende invece la coclea, il vestibolo ed i canali semicircolari.

Ma come funziona l’udito?

Come sentiamo?

La forma del nostro orecchio esterno aiuta il suono ad entrare nel condotto uditivo. Da qui le vibrazioni viaggiano lungo il condotto uditivo fino a raggiungere la membrana timpanica. Il timpano vibra e fa vibrare gli ossicini, che amplificano il suono e lo fanno arrivare alla coclea. La coclea è un organo a forma di spirale composta da liquido e cellule ciliate che convertono le vibrazioni in impulsi neurali pronti per essere processati. A questo punto i segnali vengono inviati al cervello attraverso il nervo acustico, dove vengono filtrati e registrati come suoni.

Proprio come il respiro o il battito cardiaco, questo processo è continuo ed è in atto anche mentre si dorme. Vi è mai capitato di svegliarvi nel cuore della notte perché avete sentito un rumore? Questo accade proprio perché le nostre orecchie continuano a lavorare per aiutarci a mantenere la consapevolezza di ciò che ci circonda.

Differenti problemi di udito

Poiché l’ascolto coinvolge così tante parti specifiche, possono verificarsi differenti problemi. Diverse parti della catena uditiva possono smettere di funzionare, rendendoci incapaci di elaborare o sentire determinati suoni. Rumori forti, vecchiaia e persino lesioni cerebrali possono causare una perdita dell’udito. Queste perdite possono essere lievi o profonde.

Esistono molti tipi di problemi uditivi: molte forme di perdita dell’udito sono permanenti, mentre altre possono essere risolte con un intervento medico. Dispositivi medici come gli apparecchi acustici possono aiutare in caso di ipoacusia.

  • Neuropatia uditiva. Una condizione che interessa il nervo uditivo, può essere causata da differenti fattori e influire sull’udito in vari modi. Questa patologia riguarda il cervello e i nervi, non le orecchie in sé.
  • Ipoacusia neurosensoriale.  Coinvolge le cellule ciliate all’interno della coclea: man mano che si consumano e si danneggiano viene compromessa la capacità di sentire. Si tratta del tipo di ipoacusia più comune, specialmente tra le persone anziane e chi vive in ambienti molto rumorosi.
  • Ipoacusia conduttiva. Si verifica quando c’è un blocco nell’orecchio medio, che può essere causato da fluido, tumore o da un tappo di cerume che ostacola la trasmissione delle onde sonore. Normalmente il problema si risolve rimuovendo la causa.
  • Ipoacusia mista. Non si tratta necessariamente di un tipo di ipoacusia, ma una combinazione di ipoacusia neurosensoriale e conduttiva. Nei casi in cui l’ipoacusia neurosensoriale è permanente, l’ipoacusia conduttiva può essere trattata, alleviando la situazione.
  • Acufene. Non è una malattia ma un sintomo. Il tinnitus è causato da altri fattori, spesso da ipoacusia neurosensoriale. Per poter alleviare l’acufene è necessario trattare la causa principale.

 

Cause dell’ipoacusia

Alcuni problemi di udito possono presentarsi fin dalla nascita o svilupparsi nei primi anni di vita. Si tratta solitamente di condizioni genetiche o causate da complicazioni durante la gravidanza o il parto. Malattie come meningite, morbillo o parotite possono provocare una perdita uditiva. In molti casi le persone che presentano problemi uditivi in età adulta sono state esposte a infezioni o rumori forti per un lungo periodo.

È importante essere consapevoli dell’ambiente circostante per evitare situazioni in cui i rumori possono risultare dannosi per il nostro udito. Se lavorate in ambienti molto rumorosi come cantieri o poligono vi consigliamo di indossare le apposite protezioni. Inoltre vi consigliamo di non ascoltare la musica ad alto volume. Molti giovani presentano problemi di udito proprio a causa della sovraesposizione a musica ad alto volume.

L’importanza della prevenzione

Per poter trattare i problemi di udito è importante diagnosticarli per tempo. Spesso passano diversi anni prima che una persona con ipoacusia realizzi di avere problemi di udito. Il nostro cervello è infatti in grado di adattarsi con facilità, adeguandosi con il tempo ai problemi di udito. Tuttavia più passa il tempo più rischiamo di aggravare la condizione.

Sapere come funzionano le nostre orecchie potrebbe aiutarvi a riconoscere in tempo un cambiamento nel vostro udito. È importante sottoporsi periodicamente ai test dell’udito: fissate una visita presso un otorino, sarà in grado di riconoscere eventuali problemi e le cause scatenanti.